mi sono venuti in mente tantissimi titoli per questo post, nessuno è il titolo del post che mi piacerebbe poter scrivere, un post gioioso su quanto sia stata bella la mia festa, su quanto carini siano i miei amici, con risate su quanto sembrasse piccolo il mio salotto in cui eravamo tutti stipati, su di me che incitavo/obbligavo tutti a mangiare, su francesco e la fabi che hanno fracassato la sedia…e invece no, mi sono venuti in mente tanti titoli, ma nessuno ha niente a che vedere con l’allegria della festa:
- minestra riscaldata, quello che ho mangito ieri a pranzo, schifosa come mi sento adesso
- confusione come quella nella mia testa
- odio quelli che vomitano melodrammaticamente sul proprio blog quanto soffrono, ed è esattamente quello che mi accingo a fare, anche se spero il meno drammaticamente possibile
- pessima attrice, ossia la sottoscritta, la cui faccia è evidentemente un libro aperto e che non è in grado di fingere nemmeno per non far soffrire gli amici, nemmeno per educazione. un vero peccato, e un vero colpo al mio ego perchè ho sempre pensato di essere portata per la recitazione
comunque vorrei farvi una domanda, è meglio fingere o essere sinceri anche se questo farà stare male gli altri e probabilmente anche voi alla fine?
dipende, detta così risponderei di getto la prima, peccato che io mi comporti sempre nel secondo modo, ho un’attrazione spasmodica per la sincerità, ma non è un pregio, è un dato di fatto, non riesco a simulare mai niente, anche quando mi farebbe davvero comodo. in ogni caso è meglio scegliere una delle due cose, menti o dici la verità accettando le conseguenze con coerenza. non fai una via di mezzo come la sottoscritta, che finge in maniera tanto poco convincente di essere felice che scopre che aveva addirittura una “faccia schifata” ( testuali parole).
è brutto quando un ragalo non è indovinato, sia per chi lo fa, che si sente morire e magari ci aveva anche pensato tanto, sia per chi lo riceve che, innanzitutto si sente in colpa, e in secondo luogo deve scegliere tra le due simpatiche opzioni (una peggio dell’altra) di cui sopra. io non ho saputo scegliere. non ho saputo scegliere perchè non sapevo nemmeno io se il regalo mi facesse piacere o no. era bello, ma era il momento sbagliato, perchè io in quel momento ero stanca, frastornata, con già un programma mentale. io sono sempre così: le partenze mi mandano in confusione, non avevo voglia di partire quando sono stata in canada, nè quando sono stata a parigi, avevo avuto addirittura una crisi isterica prima di andare in irlanda, la gita a firenze con la cate e la giulia mi sarei tagliata un braccio per avere la scusa di rimanere a casa. e sono stati tutti viaggi bellissimi. io so che sono così; infatti parto sempre, sapendo già che quando sarò là poi mi divertirò. questa volta però non ero da sola a guardare in cagnesco la valigia gettando i vestiti per terra con solo mia mamma a vedermi, lei che sa altrattanto bene come sono fatta. questa volta avevo circa 19 paia di occhi a vedere benissimo il mio disappunto e 4 di quegli occhi si sono riempiti di lacrime perchè, per quanto siamo amiche non sono nella mia testa, non sono mia madre e non possono sapere.
avrei dovuto fingere di non avere la solita nausea da partenza, ma non sono stata abbastanza veloce, poi avrei dovuto spiegare tutto questo, ma non mi avrebbero creduto e adesso non so come rimediare. penso a tutti i tragitti in autobus, le ricreazioni, lo stage di biblioteca e tutti quei momenti quotidiani in cui siamo solo io e la sara, ma adesso tra di noi c’è un muro, per quanto sia alta non vedo come scavalcarlo, non ho gli attrezzi per buttarlo giù e ho tanta paura che incomberà su di noi in tutti questi momenti. datemi un consiglio ragazze. e insultatemi per non aver saputo reagire diversamente.
mag dolente