il primo libro del club delle baby-sitter s’intitola Kristy lancia un’idea, l’idea invece l’hanno lanciata la cate e la giuli: vorremmo andare un paio di giorni a firenze quest’estate, a giugno.
a firenze ero già stata due volte, ma non era la città, per quanto bellissima, a intrigarmi quanto questa loro intraprendenza, il partire alla ventura per un viaggio totalmente indipendente da qualsasi tipo di adultero (v.adulto). il mio entusiasmo si è sgonfiato velocemente alla notizia che avrei trascorso tuttala seconda metà di luglio all’isola d’elba: addio firenze, non posso andare. MA ho sorpreso me stessa e invece di comunicare come programmato che non sarei potuta andare ho visto sgomenta apparire nella finestra di msn parole che ero certa non aver scritto: magari potrei salire dall’isola d’elba e poi tornare!
COSA? ero pazza? avrei dovuto prendere il traghetto e quindi il treno tutta sola fino a firenze e ritorno?!? sì
man mano che si avvicinava la data della partenza ero sempre più tesa, la prospettiva del viaggio mi terrorizzava e non volevo lasciare la paradisiaca vacanza che mi stavo godendo, ho pensato persino di inventarmi una scusa, un malore, ma nel frattempo con lo stesso strano meccanismo che aveva spinto le mie dita a non scrivere che non sarei potuta andare, mi preparavo alla partenza: passaporto, borsa, soldi, vestiti, guide, biglietti acquistati all’agenzia genio del Bosco di portoferraio.
e la partenza è arrivata, tutto liscio come l’olio (se non contiamo io che salto giù dalla nave in partenza e corro come un’invasata verso mia madre che si era dimenticata di darmi i soldi e quindi risalto a bordo scusandomi con i marinai). Una tranquilla traversata in traghetto, il mio terrore di non individuare la minuscola stazione del porto, un piacevolissimo viaggio in uno scompartimento vuoto, su un binario che costeggia il mare leggendo La Casa degli Spiriti e sorridendo, cominciando a rilassarmi…cambio treno alla stazione di livorno dove mi compro un libro della littizzetto e poi sul treno di nuovo, stavolta piuttosto pigiata (o era il ritorno? boh). Il messaggio buffissimo della Giuli: ci troviamo vicino a qualsiasi cosa che ricordi un fallo. scarseggiando la stazione di firenze di falli ci saremmo trovate vicino a quello che ricordava più una vagina: una voragine di cemento che si spalancava sulle profondità di un parcheggio sotterraneo. ero arrivata. viva.
quei due giorni sono stati piacevolissimi. abbiamo visitato con velocità maniacale tonnellate di cosa, riempiendoci gli occhi e massacrandoci i piedi. ci siamo concesse una cena seduta al ristorante Lo sbrindellone, facendo cose da studenti pezzenti come prendere una crema allo zabaione in tre e una fiorentina in tre, anche se non ho idea di come faccia una persona sola a mangiarsi quel megabisteccone da un Kg, anche se la nostra era 90 g così pagavamo meno–>vedi le pezzenti. meravigliosa esperienza, forse la cosa più bella la notte in ostello, camerata badesse, con delle giapponesi stradisordinate e un’americana dolcissima che ci ha chiesto di svegliarla e che al mattino è scesa dal letto in costume adamitico priva del benchè minimo pudore.
altrettanto piacevole il giorno seguente, la cate e la giuli si sono comprate due cappelli di paglia che hanno portato con orgoglio e tutte abbiamo preso un braccialetto di cuoio in ricordo di quell’avventura. le code ci hanno inizialmente scoraggiate finchè non abbiamo stabilito che la più accettabile era quella per la cupola del duomo che io ho reso più leggera deliziandoci con esilaranti letture tratte da Rivergination. dopo aver salito un milione di scalini ripidissimi e angustissimi e essere, per quel che mi riguarda, quasi morte di claustrofobia siamo state ripagate da una meravigliosa vista di firenze.
da ricordare anche il meraviglioso gelato al cioccolato fondente….ahhh e la tappa obbligata al disney store…iiihh
insomma ne è valsa la pena, anche se il mio treno è arrivato stra in ritardo e ho rischiato di passare la notte a piombino o addirittura di finire in sardegna…ma anche questo ha fatto parte dell’avventura e anche se in quel momento mi è montata una nausea da panico paurosa e ho cominciato a parlare da sola sull’orlo delle lacrime, ripensandoci dovevo essere buffa a correre su e giù come una disperata per tutto il porto
attendete il Terzo Atto: Irlanda.
cate ha detto,
Ottobre 8, 2007 a 7:28 pm
asd lo sbrindellone! abbiamo inventato un nuovo nome per quel meraviglioso ristorante asd
aaaaaah che belle giornate!
penguin99 ha detto,
Ottobre 9, 2007 a 12:14 pm
che bellooooo (profonda invidia)
vogliamo l’irlanda!!!
giuli ha detto,
Ottobre 9, 2007 a 3:07 pm
bello, si.
anna ha detto,
Ottobre 9, 2007 a 4:15 pm
avrei voluto essere lì con voi, adoro Firenze, e in genrale tutta la Toscana… cmq quelle paure terribili vengono anche a me, per esempio quando sei senza cellulare e non sai dove ti sta portando un autobus :sisi: